Di recente ho aggiornato il mio piccolo server headless — un mini PC Beelink dalle prestazioni minime — su cui ho installato Proxmox e che utilizzo per due o tre servizi essenziali della mia rete LAN.
Il container più importante è sicuramente pi-hole, che mi permette di bloccare gli annunci molesti in tutta la rete locale semplicemente impostando il suo indirizzo IP come DNS principale sul router Fritz!.
Il secondo, per ordine di importanza, è il gateway WireGuard: tramite una configurazione Hub and Spoke comunica con un VPS all’estero e mi consente di accedere alla mia rete da qualunque parte del mondo.
Infine c’è il server Firefly III, che mi aiuta a gestire le finanze, tracciare le spese e capire in quali categorie brucio più denaro (spoiler: spesso quelle sbagliate).
Tornando al vero scopo di questo post: dopo l’aggiornamento di Proxmox, come sempre, mi è stato chiesto di riavviare il sistema per applicare le modifiche. Nulla di strano: avendo aggiornato il kernel, il reboot era necessario per caricarlo.
Almeno finché qualcosa — o qualcuno — non decide che sia il momento perfetto per cambiare il nome dell’interfaccia di rete, rendendo la configurazione precedente del tutto inutile.
L’interfaccia enp1s0 è semplicemente sparita e al suo posto mi sono ritrovato una rinnovata — o forse dovrei dire “vintage” — eth0. Non ho idea del perché questo cambio di nomenclatura sia avvenuto, ma di fatto mi ha tenuto fuori dal mio server Proxmox per mezza giornata. E, per i primi minuti, mi ha lasciato senza una connessione internet funzionante.
La mancanza di internet l’ho risolta rapidamente cambiando il DNS del router con un indirizzo pubblico di Cloudflare (1.1.1.1). Per il resto, ho dovuto recuperare un cavo HDMI e una tastiera da collegare al server — non essendo nemmeno raggiungibile in rete tramite un altro indirizzo.
A complicare ulteriormente le cose, il banner di benvenuto mostrava un indirizzo IP completamente sbagliato: quello assegnato a Proxmox durante l’installazione iniziale, che nel frattempo era stato preso… dall’asciugatrice.
Sì, lo so: una LAN dove home automation, server e dispositivi vari convivono nella stessa sottorete non è l’ideale, ma per ora funziona così.
Era chiaro che il server non entrava nemmeno in rete, quindi la prima cosa da fare è stata controllare le interfacce disponibili:
# ip a
Il comando mostrava chiaramente che l’interfaccia ethernet era stata rinominata in eth0, mentre il file di configurazione /etc/network/interfaces conteneva ancora la vecchia enp1s0.
È bastato modificare quel file con la configurazione corretta:
auto lo
iface lo inet loopback
auto eth0
iface eth0 inet manual
auto vmbr0
iface vmbr0 inet static
address 192.168.0.3/24
gateway 192.168.0.1
bridge-ports eth0
bridge-stp off
bridge-fd 0
Dopo aver riavviato il servizio di networking, il server è finalmente tornato visibile sulla rete.
Grazie Proxmox per questa avventura… non mi annoio mai.